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Core Third Massai 10

Da qualche settimana sto testando nelle mie escursioni un pannello solare della Core Third, un brand nuovo sul mercato, che propone svariati prodotti pensati per utilizzi outdoor.
Il Massai 10, questo il nome del prodotto, è un pannello solare pieghevole con il quale si può caricare un telefono, una pila o qualsiasi altro strumento che si possa alimentare con una USB.
core third massai 10 solar panel
core third massai 10 solar panel
Il pannello solare aperto ha dimensioni di 38x24cm e pesa circa 300 grammi.
core third massai 10 solar panel
Le due facce interne del Massai 10 mostrano i pannelli solari monocristallini circondati da un robusto rivestimento in hypalon.
E’ un prodotto ben costruito, che entra senza problemi in uno zaino ed è in grado di resistere agli abusi della vita all’aria aperta!
core third massai 10 solar panel
Sui 4 angoli sono stati previsti dei fori per poter appendere il Massai 10 nella posizione migliore per catturare i raggi del sole.
core third massai 10 solar panel
Ho portato con me il pannello in diverse uscite e nelle giornate di agosto con un sole forte caricava il mio telefono in poco tempo.
I tempi variano molto in base al tipo di luminosità che abbiamo a disposizione: se ci sono nuvole il Massai 10 non serve a molto ma con il sole abbiamo a disposizione energia gratuita per poter caricare direttamente i nostri device o, in alternativa, un power bank con il quale alimentare poi, la sera, i vari dispositivi che ci servono.
core third massai 10 solar panel
La Core Third ha previsto due porte USB per poter caricare contemporaneamente due device.
Il piccolo led ci informa se le condizioni di luce sono giuste, diventando blu come nella foto. Se il led è invece rosso allora i tempi di ricarica saranno più lunghi!
In condizioni ideali il Massai 10 sviluppa 10W a 5V e 2 ampere.
core third massai 10 solar panel
La posizione ideale di un pannello, per poter ricevere i raggi solari, è quella perpendicolare a questi. Possiamo però fissare il Massai 10 ad uno zaino e continuare a caricare le batterie anche in movimento.
Nella foto qui sotto, ad esempio, lo avevo agganciato alle pals esterne di uno zaino.
core third massai 10 solar panel
Nella confezione del Massai 10 ci sono due piccoli supporti modellabili simili a filo di ferro rivestito. Con questi possiamo appendere il pannello o modificarne la forma perchè riceva la maggior quantità di luce possibile.
core third massai 10 solar panel
La serie di pannelli solari portatili proposta dalla Core Third è molto valida.
Sono prodotti robusti ma leggeri, nelle giuste condizioni funzionano alla grande e possono davvero esserci di aiuto quando ci troviamo lontani da una presa di corrente e abbiamo, ad esempio, la necessita di avere il telefono carico.
E’ il primo pannello di questo tipo che ho avuto l’occasione di provare ed il mio voto è sicuramente positivo!
core third massai 10 solar panel
core third massai 10 solar panel

Prenota la tua T-Shirt!

Un paio di anni fa avevo fatto stampare alcune T-Shirt che poi ho regalato ad alcuni amici sparsi in giro per l’Italia. Ho pensato di provare a lanciare una campagna per stamparne di nuove, con un nuovo design ed in edizione limitata!
La nuova T-shirt ha un design semplice ed immediato, poche parole ed un logo per riassumere il ruolo dello sniper, un cacciatore solitario in cerca della sua preda…
100% made in USA dalla American Apparel con taglie dalla XS alla 3XL

La campagna funziona così: se al termine del tempo prefissato (21 giorni da oggi) verrà raggiunto o superato il numero di 20 magliette acquistate, queste verranno stampate ed inviate direttamente a casa, altrimenti i soldi della prenotazione ritorneranno indietro all’acquirente senza aver perso un centesimo!
Con le spese di spedizione una maglietta viene a costare neanche 20 euro, stampata e a casa.
Spargete la voce e prenotate la vostra T-Shirt direttamente da questo link: T-Shirt Sniperseal
… e grazie per il vostro continuo supporto!

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Multicam, nuovi pattern mimetici

Il mimetismo Multicam è famoso per essere efficace su diverse tipologie di terreni. E’ stato scelto da molti in qualità di mimetismo il più possibile “universale”, un unico pattern che si può adattare (più o meno bene) dalle zone aride a quelle boschive.
Proprio ieri sono uscite le prime foto dei nuovi pattern mimetici Multicam nelle diverse varianti Arid, Tropic, Alpine e Black.
La variante Arid è perfetta nelle zone molto aride e rocciose, dove manca la vetegazione.
Quella Tropic si adatta invece a zone molto boschive, tropicali, e infine la Alpine per le zone innevate.
Tute questi nuovi pattern si possono “spezzare” e personalizzare indossando vest e tasche di un altro mimetismo: ad esempio possiamo portare un completo Arid e una buffetteria Multicam “standard” oppure un completo Alpine spezzando la figura con un vest Multicam standard.
Questo permette di ottimizzare il mimetismo della propria uniforme a seconda della tipologia di terreno in cui andiamo ad operare.
La versione Black è quella che mi convince di meno. A livello di efficacia mimetica la trovo piuttosto superflua mentre le altre varianti sembrano davvero efficaci…
Voi cosa ne pensate?

Qui sotto ho riportato le foto presenti nel sito ufficiale.

Multicam (standard)

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Multicam Arid

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Multicam Tropic

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Multicam Alpine

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Multicam Black

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Novita Lowa: Z-Series

Belle novità da Lowa: nuovi modelli di calzature Z-Series, ecco il comunicato stampa!

Dopo il grande successo dei modelli Zephyr Gtx Hi e Mid nei colori desert, nero, verde salvia e la new entry di fine 2012 nel colore coyote/oliva, LOWA ha presentato alla fiera IWA 2013 di Norimberga 6 nuovi modelli “Z- SERIES” particolarmente indicati per il law enforcement, ossia specifici per le forze dell’ordine e le forze speciali (SOC, Special Operations Capable), unità specializzate che operano in situazioni ad alto rischio e che necessitano di una preparazione particolare che i corpi convenzionali non hanno.

In Italia i più noti sono:
N.O.C.S. – Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (Italia);
R.O.S. – Raggruppamento Operativo Speciale (Italia);
AT.P.I. – Antiterrorismo Pronto Impiego (Italia);

In considerazione dei severissimi addestramenti a cui sono sottoposti questi nuclei operativi e a seguito di numerose sollecitazioni giunte all’azienda tedesca dai diversi corpi speciali di varia nazionalità per un modello “ibrido”, LOWA ha progettato una scarpa stabile e leggera in grado di offrire un comfort straordinario nella camminata, pari ad una scarpa da light hiking ma allo stesso tempo dotata di un supporto e della protezione di una scarpa da backpacking, completando – in questo modo – la propria collezione militare, già dotata di modelli robusti e solidi come il Combat Boot e di modelli multifunzionali come il Zephyr.

Le nuove “Z–SERIES” sono disponibili con una tomaia in nabuk o scamosciato idrorepellente, combinato ad una cordura Pro molto leggera e traspirante.
Alcuni modelli sono realizzati in Gore-tex, altri in tessuto, quest’ultimi maggiormente adatti a condizioni climatiche più calde. Il sistema di allacciatura composto da ganci chiusi, risulta maggiormente resistente all’usura e rende il modello utilizzabile anche come scarpa da lancio.

Lowa Z Series 2

Lowa Z Series 1

Lowa Z Series 3

Garmin GTU10 – Field Test

Ho testato il localizzatore Garmin GTU10 per metterlo alla prova e capire bene i suoi pregi e i suoi difetti in una prova “sul campo”.
Prima di una breve uscita mi sono collegato al sito MyGarmin ed ho disegnato sulla mappa, attorno al punto di partenza e arrivo, un perimetro virtuale (tecnicamente una geofence) chiamandolo con molta fantasia “Casa”. Accedendo quindi al menù di questa geofence ho impostato il mio numero di telefono per essere avvisato via sms nel momento in cui il GTU10 lasciava l’area. Questa funzione è utile se si usa il tracker per sorvegliare qualcuno: non serve rimanere continuamente di fronte ad un monitor ma basta impostare correttamente una geofence ed in caso di spostamenti saremo subito avvisati via telefono o email.
Il messaggio di avviso, nel caso del mio test, è arrivato puntuale pochi secondi dopo l’uscita dalla geofence. Se si fosse trattato di un lavoro di sorveglianza, il GTU10 mi avrebbe allertato praticamente in tempo reale facendomi guadagnare tempo prezioso per poter seguire il bersaglio durante i suoi spostamenti.

sms

Per il test ho messo il GTU10 nella tasca esterna dello zaino in maniera da fargli avere una visuale chiara del cielo. Mi interessava mettere alla prova la sua capacità di segnare i punti dei miei spostamenti (uno ogni 30 secondi, come lo avevo impostato dal sito. Con questa frequenza la batteria dura circa un giorno, ma in questo caso si trattava di una passeggiata di poche ore).

source garmin haley

Ho fatto un breve giretto di pochi km all’interno di un bosco, senza seguire i sentieri se non per il primo tratto. Quella che segue è la schermata presa dal sito MyGarmin dove si possono visualizzare i miei spostamenti dal punto in cui avevo lasciato l’auto, un breve tragitto sul sentiero e poi una parte della salita. All’inizio il bosco era piuttosto fitto e questo mi ha costretto a compiere innumerevoli svolte, ben evidenti nell’immagine!

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Il test, per quanto breve, ha messo in mostra le ottime caratteristiche del Garmin GTU10. Lo si può infilare nello zaino o in una tasca della giacca e per via delle dimensioni compatte e del peso molto contenuto, dimenticarsene. Il funzionamento è elementare, un unico pulsante sullo strumento, tutte le altre funzioni si impostano dal sito.
Il GTU10 è uno strumento versatile che può essere utile per gli amanti del trekking (i vostri familiari possono sapere in ogni momento dove vi trovate), per chi ha bisogno di tracciare gli spostamenti di un pacco o di qualche merce particolare ma può benissimo essere utilizzato anche per compiti di sorveglianza (in questo caso, però sarebbe bene dotarlo di un pacco batterie supplementare per aumentarne l’autonomia).

Mechanix Gloves

La Mechanix ha recentemente introdotto due nuovi e interessanti modelli nel suo catalogo, i guanti M-Pact 3 e i Fingerless M-Pact. Dei prodotti con caratteristiche nuove che mantengono l’affidabilità del marchio americano.

Mechanix MPact 3
Già dalle foto si capisce come gli M-Pact3 siano dei guanti pensati per proteggere al meglio le mani di chi li utilizza da colpi e graffi.
Le nocche sono rinforzate con due generose placche in Kevlar. Da notare come queste siano state divise in due parti separate in maniera tale da garantire maggior mobilità e libertà di movimento rispetto a guanti simili che però hanno una sola e unica copertura rigida.
Anche le dita, nella parte superiore, sono rinforzate da inserti in gomma morbida che attutiscono eventuali colpi. La chiusura dei guanti è leggermente più lunga di altri modelli Mechanix, permettendo un adattamento più comodo e sicuro.
Il palmo della mano è leggermente imbottito. Questo toglie parte della sensibilità ma assicura maggior protezione. Il grip sulle dita e sul palmo è ottimo grazie all’utilizzo di pannelli leggermente gommati.

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Mechanix Fingerless M-Pact
Un modello che garantisce un buon compromesso fra protezione della mano e sensibilità è il Fingerless M-Pact.
Questi guanti vanno a proteggere il dorso e il palmo della mano lasciando però scoperte le dita (può essere sia un vantaggio che uno svantaggio!). Il dorso ha evidenti inserti in gomma che coprono le nocche. Il palmo della mano è invece coperto da Poron XRD, un materiale morbido in grado di assorbire colpi ripetuti e vibrazioni. Come nel modello precedente anche qui la parte che va a chiudere il guanto con il velcro è leggermente allungata in maniera tale da coprire e proteggere la zona del polso.

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Lowa Zephyr Desert Mid

Le calzature Lowa sono famose e apprezzate in tutto il mondo sia dagli appassionati degli sport all’aria aperta che dal personale militare che li indossa nei vari teatri operativi.
Il modello Zephyr Desert è adatto ad ambienti desertici perchè leggero e traspirante, senza però tralasciare la robustezza e la protezione dei piedi. Questi sono i punti a favore di una calzatura che spopola tra gli “addetti ai lavori” (Tuscania e Lagunari solo per nominarne due, oltre a singoli operatori di altri reparti) in zone calde del mondo. Sono calzature davvero comode, morbide e pratiche e con un design moderno che si discosta dai classici modelli.

Il taglio degli Zephyr Desert Mid è molto confortevole, lascia un’ottima libertà al piede mantenendolo comunque protetto. E’ disponibile anche una versione con inserto in Goretex e una versione più alta, che fascia maggiormente la caviglia.

Il disegno della suola “Lowa Cross” garantisce un ottimo grip su diversi tipi di terreno. Tende a trattenere il fango, ma in maniera limitata.

Nessun particolare è lasciato al caso, in questi Zephyr Desert. Cuciture doppie e rinforzi nei punti di maggior stress nella calzatura. Le applicazioni in materiale plastico sui lati e alle estremità sono davvero utili per aggiungere un ulteriore grado di protezione alla calzatura e le conferiscono un aspetto molto accattivante.

Black Palm T-Shirt

Black Palm è un brand americano che, oltre a commercializzare t-shirt e altri capi di abbigliamento, porta avanti una “filosofia”, un modo di pensare che trovo davvero affascinante. Il loro slogan, da cui deriva anche il nome, è “get your hands dirty”, il messaggio che vogliono trasmettere è che bisogna darsi da fare, rimboccarsi le maniche, sporcarsi le mani per avere dei risultati. E questo è vero in ogni ambito della nostra vita.
La t-shirt di queste foto è il modello Logo in colorazione Asphalt che mostra lo stesso disegno davanti e, in formato più piccolo, sulla spalla sinistra. Le doppie cuciture assicurano una buona resistenza a questa maglietta che all’interno riporta una spiegazione del marchio:
The Black Palm brand is dedicated to the human spirit and the essence of higher resolve. Black Palm embodies the elite group within the group; a connectedness defined by a unique desire to see all worthy tasks thru to the end. We celebrate hard work and individual dedication to the ultimate goal. The Black Palm brand symbolizes the willingness to ‘get your hands dirty’ and the commitment to the ‘all in’ mentality.
Da non dimenticare  che il sito Black Palm supporta la  “Special Operations Warrior Foundation”

Field trick #1 – Mimetizzare un’ottica

Inauguriamo con questo post una serie di trucchi e suggerimenti utili sia per chi si trova ad agire in ambito tattico/militare che per i semplici appassionati di vita all’aria aperta. Piccoli trucchi che però possono semplificarci molto le cose e migliorare le nostre conoscenze.
Se avete anche voi suggerimenti da pubblicare, mandate una mail all’indirizzo snipersealmail@gmail.com.

Mimetizzare uno spotting scope
Spesso, il team sniper/spotter, deve appostarsi in una posizione nascosta da cui poter osservare l’attività nemica. Oltre alla mimetizzazione personale, perciò, deve essere posta grande attenzione anche alla mimetizzazione del proprio equipaggiamento.
Talvolta viene sottovalutata la parte frontale dell’ottica (sia che si utilizzi uno spotting scope oppure dei binocoli) quando invece questa è quella che più facilmente può essere individuata dal nemico perchè rivolta nella sua direzione. Ricordate che in natura è difficile trovare un perfetto cerchio nero!

Nella foto qui sotto abbiamo posizionato uno spotting scope su un cavalletto. Senza alcun tipo di mimetizzazione, naturalmente, è perfettamente individuabile.

Abbiamo provato quindi a posarci sopra una sciarpa a rete. Meglio di prima, ma il cerchio frontale della lente è ancora piuttosto visibile e innaturale.

Il passo successivo è stato quello di prendere una face mask, fatta di una retina a maglie sottilissime, e di provare a nascondere con quella la lente.
Il risultato è ottimo, la forma che prima saltava subito all’occhio adesso è ben mimetizzata!

L’ultimo passo è stato quello di mimetizzare il resto dello spotting scope (la parte posteriore) con la sciarpa a rete di prima. Questo sistema può essere utilizzato con uno spotting scope, dei binocoli, una macchina fotografica… E’ un sistema veloce ed efficace, porta via pochissima luminosità e l’immagine perde molto poco in nitidezza.

Klymit Inertia XFrame

Alla ricerca di un materassino leggero e compatto, da aggiungere all’equipaggiamento del mio zaino, mi sono imbattuto nel sito della Klymit, azienda statunitense che propone prodotti molto interessanti per lo sport e l’attività all’aria aperta. In particolare, il prodotto che ha attirato la mia attenzione, è stato il materassino Inertia XFrame pubblicizzato come il più leggero al mondo.
L’idea alla base di questo prodotto è quella di dare supporto al corpo nei punti di contatto col terreno (testa, spalle, vita, ginocchia e piedi) togliendo però il materiale “in più” rendendo in questa maniera molto più leggero il materassino. Gli spazi vuoti creati in questa maniera, inoltre, creano delle sacche d’aria isolanti. Nel catalogo della ditta esiste anche una seconda versione, chiamata “Recon” che differisce da quella in queste foto per la colorazione Coyote/Sand. Nel sito della Klymit sembra sia stato “approvato” dai ragazzi della Delta Team.

Il materassino, con gli accessori assieme al quale viene venduto (sacca per il trasporto, kit di riparazione, pompa) è più piccolo di una borraccia Nalgene.

Per gonfiare il materassino bastano circa 4-5 soffiate. La piccola pompetta, venduta assieme al materassino, serve per dare un ultimo aggiustamento fino alla pressione desiderata.

Per ridurre al massimo il peso e l’ingombro basta togliere gli accessori e tenere solo il materassino, che con i suoi 230 grammi circa, quasi non si sente.

L’Inertia XFrame gonfiato. Il suo strano aspetto, in realtà, non influisce sul comfort. E’ infatti un materassino molto comodo e pratico.

Il materiale usato, 30D Ripstop per la parte superiore e 75D per quella a contatto col terreno, lo rendono un materassino davvero robusto.

Il materassino è dotato di due valvole. La prima, di colore nero, è quella da usare per gonfiarlo nella maniera classica mentre la seconda, di colore grigio, ha l’incastro per poterci inserire la pompetta.